farmacoma

la materia - matrice cui la gallois è ricorsa costantemente – pigmento a olio, fotografia, collage di disegni e incisioni, cera, plastica – si rivela ora in “diminuendo”, rarefatta e come depurata dalle sue scorie oggettuali, ridotta a impronta e testimonianza di ciò che è stata. si fa in definitiva memoria di sé.

al limite della scomparsa, l’immagine naufraga entro visione “destruens”,diventa graffito, sindone,frammento tra frammenti.

quello è il prodotto di una forte volontà d’essenza, d’assoluto formale. ma anche la messinscena del tempo occorso all’opera di manifestarsi.


(dal catalogo a cura di giuliano serafini)

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